Visualizzazione post con etichetta razzismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta razzismo. Mostra tutti i post

mercoledì 14 marzo 2012

Media e immigrazione. Tra luoghi comuni, xenofobia e diritti negati.

Incredibilmente certi tipi di notizie passano sempre sotto silenzio.... ma sul sito della LSDI ho trovato questo interessantissimo articolo. Riporto solo la parte che mi ha colpito di più, ma se volete leggerlo tutto (è un pò lunghino), potete andare qui.

************************************************
Di Andrea Fama

Di immigrazione si parla poco e male, dicevamo. A ulteriore conferma di questa evidenza giunge una rilevazione dell’ Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR, secondo cui nel corso del 2011 su un campione di 1.000 casi il 22,4% ha riguardato il settore dei media (rispetto al 12,4 % delle 373 istruttorie registrate nel 2009) e di questi l’84% è relativo a  fenomeni di xenofobia o razzismo sul Web.

Stesso risultato per la ricerca Minorities Stereotypes on Media – Mister Media, un progetto nato dalla collaborazione tra il Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva e il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza, con il supporto di Open Society Foundation.

Dal monitoraggio dell’offerta informativa radiotelevisiva – 7153 tra servizi Tg o Gr, trasmissioni tv o radio andati in onda dal 1 luglio al 31 dicembre 2010 e dal 1 aprile al 30 giugno 2011- emerge come migranti e rom (unitamente ad altre minoranze) balzino agli ‘onori’ delle cronache soltanto quando queste si tingono di nero. “L’esito finale che spesso ne deriva è la proliferazione di argomenti simili, caratterizzati da linguaggi ripetitivi, capaci di alimentare e perpetuare luoghi comuni e stereotipi” è quanto si legge nel rapporto (vedi il tag @AllertaCliché).

A suggellare il tutto si aggiunge il report 2012 della Commissione contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa, secondo cui i media italiani – con particolare riferimento alla stampa più autorevole e ai programmi Tv in prima serata – trattano gli immigrati con sensazionalismo xenofobo da prima pagina, associandone la percezione a fenomeni di insicurezza. Nel report – che evidenzia le stesse problematiche nel linguaggio dei politici e della Rete – si invitano le istituzioni a lavorare affinché i media non contribuiscano a creare un atmosfera di ostilità e rifiuto, senza per questo interferire nella loro indipendenza editoriale.

I media italiani promuovono dunque la creazione di una ‘coscienza multirazzista’ piuttosto che l’auspicata ‘coscienza multirazziale’ alla base del processo di integrazione dei migranti.

 

lunedì 14 dicembre 2009

Lasciate in pace i morti!

Dal blog della sorella Khadija80 http://khadija.splinder.com/
*****************************************************************************




Adesso non solo le moschee, non solo i luoghi di culto e le associazioni culturali, ma anche i cimiteri sono visti come possibili punti di incontro e di organizzazione terroristica. Secondo quanto riporta il quotidiano nazionale “Il Giornale”, 23 novembre, la Lega Nord in Trentino Alto Adige sta dando inizio ad una campagna di raccolta firme, oltre che per difendere il crocifisso, anche per ribadire un chiaro, deciso ed unanime no alle “regalie” dei cimiteri islamici. “Difenderemo la nostra proprietà”, scrive la Consigliera regionale Elena Artioli a proposito del cimitero islamico di Salorno (Bolzano), “non bastano le 23 moschee in Regione, ora, dato che ne ospitiamo tante quanto la Campania o la Liguria e dieci volte più della Valle d’Aosta, la richiesta islamica punta a fare leva su un certo buonismo cristiano nei confronti dei defunti». Alla faccia del buonismo cristiano!



Intanto, a Treviso la costruzione di un’area dedicata alla sepoltura dei musulmani è contenuta nel piano programmatico approvato in giunta e in commissione dalla maggioranza leghista. I musulmani di Treviso si sono detti pronti a costituire gruppi di lavoro per collaborare alla progettazione del cimitero islamico al Maggiore di San Lazzaro, una zona di ampliamento multietnica prevista dal programma triennale dei quattro cimiteri di Treviso. Il presidente della commissione urbanistica Sandro Zampese spiega: “Abbiamo previsto ampliamenti, espansioni e delimitazioni delle fasce di rispetto, ma per qualsiasi intervento saranno necessarie varianti urbanistiche ad hoc e progetto”.



«Finalmente una risposta alle nostre richieste, -dice l’imam Tadil - abbiamo scritto una lettera nel 1997 e una nel 2003, proprio per chiedere un posto dove seppellire i nostri cari. Soprattutto i bambini e le persone giovani che hanno le famiglie qui. Accompagnare a casa una salma ci costa tra i 3 e i 4 mila euro».



Comunque, come ha sottolineato il senatore leghista Stiffoni, famoso oppositore di moschee e centri islamici, si tratterà di un cimitero separato. “Sarà un cimitero a se stante, separato da un muro e con ingresso indipendente. Deve essere un’area esterna al cimitero consacrato. Non vogliamo certo che i musulmani che accompagnano la salma attraversino il nostro cimitero”.

Il consigliere Pierantonio Fanton ha dichiarato,sì, di aver votato a favore ma turandosi il naso: “Io sono contrario ai cimiteri, perché come le moschee sono un punto di incontro e di organizzazione terroristica”.



Sebbene il Nord, con i suoi folkloristici esponenti politici, rivendichi il primato nazionale, ma forse anche europeo, delle più tristi polemiche islamofobiche, anche al Centro c’è chi non è stato da meno se si pensa alle reazioni del Coordinamento provinciale del partito di Francesco Storace, in merito al cimitero islamico di Arezzo: “Prima di pensare ai cimiteri islamici, c’è da pensare alle esigenze dei cittadini aretini, costretti molte volte a trovare enormi difficoltà per la sepoltura dei propri cari, e invece di risolvere questo problema, si autorizzano dei cimiteri islamici di cui nessuno sentiva il bisogno. La gente chiede più diritti per gli italiani, e non per tutti quelli che provengono da fuori e che devono dimostrare di meritare i diritti che il nostro ordinamento concede a loro.”



Una volta l’Italia era celebrata come “ Paese di poeti” , ma oggi nessuno li cita più, eppure a me questa vicenda ha fatto subito pensare ad una poesia molto famosa spesso proposta nelle scuole italiane come spunto di riflessione sulla violenza dei vivi verso i morti che recita così: “Cessate d’uccidere i morti/ Non gridate più, non gridate/ se li volete ancora udire,/ se sperate di non perire. Hanno l’impercettibile sussurro/ non fanno più rumore/ Del crescere dell’erba/ lieta dove non passa l’uomo.”, di Giuseppe Ungaretti.



di Tiziana Grassetti